Grotowski e il silenzio. Due dialoghi
Abstract
Una comunicazione parziale, e perfino il completo silenzio, erano tipici di Grotowski e forse di tutti al Teatro Laboratorio. Era un silenzio che non aveva una natura solo politica, non veniva solo dal gioco con il regime. Costituiva una parte fondamentale del lavoro ma era anche qualcosa di più: un modus operandi, una strategia creativa. Era la condizione indispensabile per continuare a esistere. Anche per questo adesso, le persone che hanno condiviso la vicenda di Grotowski continuano oggi a scrivere, scambiarsi i testi, leggerli a vicenda, parlare e dialogare. Ma nella convinzione che, a quindici anni dalla sua scomparsa, il modo migliore per conoscerlo, sia, almeno all’inizio, non leggere altro che tutto quello che ha scritto lo stesso Grotowski. Testo dopo testo, accuratamente e pazientemente, frase per frase, poiché è stato tutto pensato in profondità, e formulato con precisione. Ludwik Flaszen, Leszek Kolankiewicz, Zbigniew Osiński, Teo Spychalski dialogano sul rapporto tra Grotowski e la parola, sulla sua molteplicità di lingue e sul peso delle parole lasciate nel corso del convegno «Grotowski - narrazioni», 2010.