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1959 - Due recensioni

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Abstract

Nel Dossier dedicato a Grotowski, intitolato Dettagli e materiali, compaiono quattro scritti di Ludwik Flaszen, co-fondatore del Teatr-Laboratorium, testimone dell’intera avventura teatrale grotowskiana. Gli scritti di Flaszen sono altrettante riflessioni sull’opera di Grotowski, sul suo senso nella storia e nella cultura. Nei primi due saggi, l’autore racconta alcuni frammenti d’un lungo dialogo in cui ambedue gli interlocutori cambiano, marcando le proprie differenze, rispecchiandosi l’uno nell’altro, intrecciando le proprie vite. In particolare, Miracle à Shiraz, risalente al 1970, racconta una delle più profonde metamorfosi di Grotowski: una metamorfosi della persona e delle prospettive, che prelude all’abbandono del teatro come produzione di spettacoli e all’uso delle tecniche teatrali come veicolo per la ricerca dell’individuo su di sé. Gli altri due scritti sono due recensioni del 1959 (Zio Vanja di Čechov e Le sedie di Ionesco), e mostrano Ludwik Flaszen, giovane ma già autorevole critico teatrale, di fronte a due spettacoli dell’esordiente regista Grotowski, cui non risparmia critiche radicali. Critiche che dovettero essere l’altra faccia d’un profondo interesse, dato che – poco tempo dopo – il critico chiamerà il giovane regista a co-dirigere un piccolo teatro a Opole.