Il viaggio a Parigi di Silvio d’Amico
Abstract
Per la profonda influenza avuta sul nostro teatro in anni in cui si definirono assetti burocratici che durano ancora oggi, Silvio d’Amico è spesso ricordato solo come il normalizzatore della scena italiana. Ma nella tensione tra quanto il critico ottenne e l’esigenza di una riforma diversa e più radicale si può forse ritrovare un’immagine di d’Amico più mobile e inquieta di quanto i suoi stessi risultati lasciano, a volte, supporre. Tramite documenti custoditi nel Fondo d’Amico, presso il Civico Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, si osservano qui da vicino alcuni momenti del suo percorso di riforma delle scuole di recitazione, a partire dal viaggio che, nel 1927, lo portò a Parigi per visitare il Conservatoire. Guardando alle diverse stesure dei progetti di rinnovamento, si cerca di ritrovare il senso della fondazione, nel 1939, della Compagnia dell’Accademia.