Pensieri
Abstract
«Quando ero ragazzo e facevo l’Accademia d’Arte Drammatica era inconcepibile che si elaborasse un risultato che non nascesse dal testo, era impensabile, prima del ’63. Però poi evidentemente nemmeno i più conservatori hanno potuto dire qualcosa quando si è chiarito che questa mancanza, questa necessaria mancanza, riguardava la vita, che la vita è più importante del testo insomma; e che quindi è legittimo parlare di un’arte teatrale che si interroga o dialoga con la vita». In ricordo di Claudio Meldolesi, vengono pubblicati tre frammenti: due lettere a Eugenio Barba, sulla sessione del 1981 dell’ISTA, International School of Theatre Anthropology; qualche pagina dal suo ultimo libro (La terza vita di Leo. Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna, riproposti da Claudio Meldolesi con Angela Malfitano e Laura Mariani e da cento testimoni, Corazzano, Titivillus Edizioni, 2009). Il terzo frammento è la trascrizione d’un suo intervento, il 13 maggio 2009, alla Soffitta, in occasione di una discussione intorno al volume di Luigi Squarzina Il romanzo della regia.