Immaginazione contro emarginazione. L’esperienza italiana del teatro in carcere
Abstract
Oltre a configurarsi come mezzo terapeutico nei casi di reclusione totale, l’arte dei detenuti, stimolata dal teatro di gruppo, è riuscita a ‘ritrovarsi’ grazie alla propria scienza del corpo-mente. Per ora quest’arte può contare su pochi maestri, molti partecipanti e una cultura in crescita. Quando avremo anche noi un capofila, come Cluchey, il detenuto-performer delle opere di Beckett?