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Una equazione fra antropologia e teatro

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Abstract

«Antropologia e teatro sono la stessa cosa, ma non devono essere confusi»: da questa affermazione prende avvio il saggio, che analizza le analogie tra i due campi. Una scienza “strana” e un’arte “strana”, che da sempre sembrano ibridi necessari e presuntuosi compendi delle altre scienze o arti dell’uomo. Esse hanno in comune almeno due aspetti: un metodo peculiare – fondato sul rapporto tra osservatore e osservato, entrambi soggetti, mentre l’unico oggetto è il risultato del loro incontro, cioè la ricerca stessa o la performance – e il fatto che tanto la ricerca antropologica quanto la rappresentazione teatrale offrono possibilità e metodi differenti per un «viaggio verso e dentro l’alterità». La loro somiglianza può costituire il contesto e l’oggetto di una ricerca antropologica nel teatro, se il Teatro viene considerato come territorio attraversabile o osservabile in quanto cultura autonoma. È stata l’Antropologia teatrale a fornire al teatro queste definizioni; e gli studi sull’arte del performer – si pensi a Grotowski – hanno posto le basi per individuare i “confini” visibili del Teatro entro cui il “viaggio” dell’antropologia culturale diviene possibile e produttivo.