Sulla giustezza di un’azione
Abstract
In alcuni contesti, per giudicare la giustezza di un’azione non è possibile né pertinente invocare la bontà del suo fine o la sua conformità a regole universalmente valide. Che cosa rende giusta un’azione in questi casi? Forse alcune caratteristiche della sua esecuzione. Ma quali? L’autore suggerisce che il tratto essenziale sia l’attenzione, nozione che cerca di caratterizzare facendo ricorso a idee introdotte da Grotowski nel Performer. La plausibilità di tale caratterizzazione viene poi valutata in differenti ambiti cognitivi.