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Mimo tra resistenza ed esilio. Cronaca e nomi per non dimenticare

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Abstract

Tra il 2021 e il 2022 in Argentina sono stati pubblicati due volumi (Testimonio H. Una pasión, una vida, un legado, autobiografia di Ángel Elizondo, curata e redatta da Ignacio González e Mimo dinámico. Dimensiones dramatúrgicas de la acción di Victor Hernando) che, con linguaggi e da punti di vista storici e teorici piuttosto differenti, mettono in luce l’esistenza di un universo molto poco conosciuto e indagato dagli studi teatrali italiani: il radicamento, la diffusione, le profonde trasformazioni e i riadattamenti a un contesto culturale e politico così diverso che il mimo corporeo di Étienne Decroux ha conosciuto una volta approdato a quelle latitudini.

La lettura di queste pagine permette altresì di scoprire come in Argentina la grande fioritura del mimo corporeo, tanto come strumento creativo quanto come mezzo pedagogico, coincida con un tempo della Storia politica del paese particolarmente violento e repressivo di ogni forma di libertà nella vita quotidiana, arte compresa. I tre testi (Il sussurro del corpo di Ignacio González, Mimo tra resistenza ed esilio. Cronaca e nomi per non dimenticare di Victor Hernando e Dittatura, spettacoli clandestini e censura di Ángel Elizondo) estratti dai due libri e riuniti in questo Dossier riguardano le storie della resistenza tacita e non armata esercitata da attori e attrici in quel particolare arco cronologico (1973-1983) noto in Argentina come la seconda decade infame. Dominato dalla violenza di Stato e da un clima di terrore causati prima dall’azione repressiva esercitata tra il 1973 e il 1976 dalla Triple A (Alleanza Anticomunista Argentina) e poi dal golpe che ha portato al potere la giunta militare rimasta al governo dal 1976 al 1983, per la storia del mimo argentino è stato un tempo di fondamentale importanza. Inauguratosi il 6 agosto del 1973 con il primo Festival e Congresso latino-americano di Mimo tenutosi a Buenos Aires ha poi conosciuto una straordinaria ricchezza in termini di spettacoli, di sperimentazione e di nascita di gruppi. Completano il Dossier due Schede, una storica che segue le tracce di Juan Domingo Perón e del peronismo – fondamentali per comprendere la politica argentina del secondo Novecento – e l’altra con le testimonianze che, di quegli anni, hanno rilasciato i membri della Scuola e della Compagnia di Ángel Elizondo in un documentario del 2012 intitolato La rebelión del cuerpo.

Dall’intreccio tra il filo della Storia e quello dell’arte si va tessendo la rete dentro la quale ci conducono le pagine di questo Dossier: le strategie messe in atto da quelli che sono stati dei veri e propri teatri di guerriglia.

Parole chiave

Mimo, Resistenza, Esilio


Victor Hernando

Víctor Hernando si è formato come mimo a Buenos Aires con Alberto Sava, con Roberto Escobar e Igón Lerchundi e con Ángel Elizondo. Ha poi perfezionato i suoi studi a Parigi con Thomas Lehabart e poi di nuovo a Buenos Aires con Corinne Soum. Ha avuto la cattedra di Movimento Espressivo presso il Collegium Musicum di Buenos Aires e quella di Formazione Corporea e Educazione del Movimento presso la Scuola di Mimo Contemporaneo. Docente di Educazione Fisica, nel 1996 ha pubblicato il volume Mimografías (Buenos Aires, Ediciones Vuelo Horizontal) e nel 1979 ha fondato la rivista «Movimimo» che continua a svolgere un’importante attività di diffusione e conoscenza del radicamento del mimo in Argentina e in America latina. Nel 1984 ha fondato il Centro di Ricerca Formazione e Creazione Movimimo che, attraverso l’attività di gruppi di studio, promuove la sperimentazione e la riflessione teorico-pratica. È stato tra i fondatori, nel 1973, della Asociación Argentina de Mimo che ha per anni diretto. È autore del mimodramma Kloketen e attualmente è il coordinatore dell’Area di Ricerche sul Mimo presso l’Istituto di Arti dello Spettacolo della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università di Buenos Aires (UBA).