«Ostranenije»/«Verfremdung»: uno studio comparativo. In appendice: Impulsi viventi dell’arte
Abstract
Il saggio è dedicato al confronto tra l’ostranenije di Viktor Šklovskij e la Verfremdung di Bertolt Brecht, e discute la proposta di John Willett di considerare il secondo termine-concetto come una «traduzione esatta» del primo. A partire dalla ricognizione del dibattito critico sul tema, l’autore indaga da un punto di vista storico le eventuali strade che la categoria šklovskijana potrebbe aver percorso per arrivare a Brecht e, da un punto di vista semiotico, le differenze fra la teoria di partenza e quella di arrivo. La tesi conclusiva avalla l’ipotesi di una derivazione storica ma nega l’identità teorica tra le due concezioni dello straniamento. Il saggio è seguito dalla traduzione dello stenogramma del celebre convegno tenutosi a Mosca il 14 aprile 1935, sul finire del soggiorno di Mei Lanfang in URSS, convegno di cui i relatori cinesi furono Mei Lanfang e il professor Čžan, e i relatori sovietici furono Nemirovič-Dančenko, Tret’jakov, Tairov, Mejerchol’d, Ejženštejn e il compositore Gnesin. Oggetto degli interventi: le esibizioni di Mei Lanfang, il futuro del teatro cinese e del teatro russo in seguito all’avvenuto confronto.