Grotowski: memoria e discontinuità
Abstract
L’articolo esamina i punti dell’opera di Grotowski che in Italia sono stati oggetto di particolare attenzione. Si tratta del libro Per un teatro povero, dello spettacolo Il Principe Costante (nella versione filmica) e del passaggio da Stanislavskij a Grotowski. In ciascuno di questi ambiti emergono dei “vuoti di memoria”. Il libro, infatti, non tratta dell’addestramento dell’attore nel periodo 1963-1965, incentrato sul lavoro con Cieślak per Il Principe Costante; e la stessa discontinuità si riscontra nello spettacolo, a causa del carattere alternativo della performance di Cieślak. Il passaggio da Stanislavskij a Grotowski può essere allora interpretato come un passaggio dall’insegnamento alla trasmissione: come l’assunzione di un mondo a parte, quale condizione e sostanza della possibilità di trasmettere ciò che Grotowski chiama «processo interiore».