Raccontare il dramma: Guérin interpreta la “Fedra” di Racine
Abstract
Argomento del saggio è il rapporto fra teatro e pittura, esplorato in particolare attraverso l’analisi di due dipinti di inizio Ottocento ispirati alle tragedie di Racine, Phèdre et Hippolyte e Andromaque et Pyrrhus di Pierre-Narcisse Guérin. A partire da alcune riflessioni sul contesto storico di fine Settecento e sulla diversa fruizione dell’opera pittorica rispetto alla rappresentazione teatrale, l’autrice analizza il concetto di teatralità che si afferma nella critica, soffermandosi sulle connotazioni che assume nei due dipinti in questione. Prediligendo la messa in scena di uno sviluppo diegetico dell’azione, Guérin si discosta infatti dai canoni estetici del suo tempo. La sua scelta suscitò un acceso dibattito anche presso i contemporanei, tanto più che sembrava contrastare con la distinzione di Lessing fra arti del tempo e arti dello spazio, recepita dalla critica francese proprio in quegli anni. Tuttavia, come il saggio cerca di dimostrare, Guérin contravviene più alla lettera che allo spirito delle intuizioni lessinghiane, proponendo nei due quadri ispirati a Racine un modello di teatralità fondato sulla partecipazione attiva dell’osservatore.