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L’isola di Claudio Meldolesi. Sulla «microsocietà» e una storia a parte che diventa necessaria

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Abstract

Nel saggio di Meldolesi La microsocietà degli attori (1984), le idee e le esperienze di un gruppo di storici del teatro italiani si confrontarono apertamente con le prospettive della storiografia e della sociologia contemporanee, rivendicando la profondità e la necessità dello studio delle fonti e delle culture dell’attore. Questo articolo ricolloca le riflessioni sulla società separata degli attori nelle linee caratterizzanti della scrittura e della filosofia di Meldolesi, discutendone le influenze più o meno dichiarate (Febvre, Braudel, ma anche Macchia e Foucault) e concentrando l’attenzione particolarmente sui suoi studi sette-ottocenteschi. Si mettono in evidenza la meditazione su attori e tempi della storia e la costante ricerca del contrasto tra storie personali e condizioni del mestiere teatrale.