Il “Dharma Pawayangan”. Attore e yoga in un trattato balinese
Abstract
I Dharma Pawayangan sono stati definiti «trattati metafisici sul teatro delle ombre». Mettono in relazione lo spettacolo con un’esperienza della parola-mantra come potenza creatrice, forza seminale di un mondo risvegliato innanzitutto nella coscienza-corpo del dalang-yogin. Sono conosciuti in una cerchia molto ristretta di attori balinesi, quella degli amangku dalang, i narratori-burattinai che hanno ottenuto il grado più alto di iniziazione religiosa. La lettura di Vito Di Bernardi del Dharma Pawayangan sembra indicare una possibilità di analisi che porta il discorso sul teatro delle ombre dell’isola di Bali verso lo studio della relazione che intercorre tra la lingua segreta del dalang e la sua voce esteriore, teatrale, utilizzata durante lo spettacolo.