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Strehler: traumi ed equilibri. 1947-1954

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Abstract

Il saggio riapre il discorso sulla doppia debolezza degli studi sul periodo giovanile di Strehler, messa in evidenza da Meldolesi: la sostanziale identificazione con il percorso di Paolo Grassi; un uso delle memorie dello Strehler maturo come fonti affidabili. L’articolo prende le fila dalla riscoperta che Meldolesi fece della iniziale opzione di Strehler per l’avanguardia come corrispettivo della regia originaria, e ne ipotizza ora anche una sua vicinanza a Mario Apollonio in merito alla vocazione sperimentale, all’etica del piccolo gruppo, alla funzione corale del pubblico che avrebbe dovuto caratterizzare il Piccolo. È uno Strehler costretto tra traumi (dovuti per lo più alla linea “industriale” di Grassi) e precari equilibri, esito anche di rinunce e sconfitte rispetto alla sua vocazione iniziale. Obiettivo primario per Strehler doveva essere quello di ritrovare, con gli attori, un teatro perduto: ricostituire nella stabilità e all’insegna della regia un analogo del sistema di relazioni della microsocietà degli attori. Fu un fallimento bruciante, consumatosi tra 1951 e 1953, e che ebbe conseguenze non solo sulle modalità di lavoro di Strehler, ma anche sul modo di pensare alla cultura attorica nel contesto della stabilità pubblica italiana.

Parole chiave

Giorgio Strehler, Paolo Grassi, regia, teatro pubblico


Stefano Locatelli

Stefano Locatelli è docente di Storia del teatro e Drammaturgia alla Sapienza Università di Roma. Si è occupato e in particolare di: teatro del XVIII secolo, con studi su editoria teatrale, storia della lettura, relazioni tra economia politica e teatro, edizione critica della Merope di Scipione Maffei; teatro italiano degli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, in particolare con studi sui primi anni di attività del Piccolo Teatro di Milano (la più recente monografia è L’eccezione e la norma. Il Piccolo Teatro di Milano alle origini della stabilità pubblica, Roma, Audino, 2023). Sulla stessa linea, che presta particolare attenzione alle relazioni tra teatro e questioni economiche, politiche e istituzionali, attualmente coordina un progetto di ricerca sul fondo della Direzione generale Spettacolo conservato presso l’Archivio centrale dello Stato.